la cucina dei fiori


Per alcuni può sembrare una novità da nouvelle cousine, per altri semplicemente un accostamento improbabile, ma la storia insegna che la cucina non trascende assolutamente  dal mondo dei fiori, tutt’altro.  

Utilizzati dai romani per insaporire pietanze, dai sudditi della regina inglese Elisabetta I per aromatizzare ricche macedonie, dagli italo-spagnoli che per primi saggiarono lo straordinario gusto dei fiori di zucca e addirittura da Virginia Galilei, figlia del celebre Galileo, suora in un convento, che ricorda il delicato sapore della marmellata ai fiori di rosmarino, i fiori possono dare quell’accenno inaspettato al piatto più banale. 

Ai giorni nostri, ora più che mai, il binomio fiori-cucina sembra essere in auge, tant’è vero che anche durante la Milano Food Week, settimana tutta all’insegna del buon cibo e del buon vino, dello scorso maggio, è stata proposta una serie di tappe culinarie tutta dedicata alla cucina con erbe e fiori.  
Una semplice tagliata può diventare unica con l’aggiunta della calendula, mentre il sapore del pesce viene esaltato dal gelsomino. E che dire della rosa, della regina indiscussa di tutto il mondo floreale? 
Dai suoi petali, il cui sapore così delicato ma allo stesso tempo maestoso e bastevole unicamente a loro stessi, si possono ricavare confetture inaspettatamente deliziose. 
Non si deve dunque  pensare alla fusione dei fiori con la cucina come ad una bizzarra innovazione, d’altro canto chi da bambino non ha mai fatto scrocchiare sotto i denti i fragranti fiori di acacia pastellati raccolti quando la primavera è alle porte?
Non resta  allora che scoprire questo affascinante mondo insieme.
                                                                                                               Giulia Cuzziol

     

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